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London River

maggio 23rd, 2010

Rachid Bouchareb

Sotigui Kouyate / Brenda Blethyn

London River di Rachid Bouchareb

Il fiume della comprensione


Articolo di Paola Assom – Pubblicato domenica 15 febbraio 2009

Il cinquantenne francese di origine magrebina Rachid Bouchareb - già nominato agli Oscar nel 1996 per Bambini di Saigon e presente alla Berlinale 2001 con Little Senegal – è il regista di questa pellicola toccante e scottante.

Si occupa infatti di storia recente e drammatica e perciò tanto più difficile da raccontare e delicata nei suoi molteplici risvolti. Londra, luglio 2005. Bombe di terroristi uccidono oltre cinquanta persone nella metropolitana e su autobus. Fin qui, fatti noti. Ma quello che il film racconta è l’epopea della madre di una ragazza inglese e del padre di un ragazzo africano che si mettono sulle tracce dei loro rispettivi figli che, dal giorno dell’attentato, non danno più notizie di sé. Sono vicende di un realismo doloroso e struggente, raccontate con delicatezza e, bisogna rendere atto al regista, senza eccessi di partigianeria né scadimenti nel melodramma (tranne l’ultima scena, ma il peccato è davvero veniale).

E mentre il dramma si svolge e i due adulti scoprono la tragica verità sulla fine dei loro ragazzi, si scopre anche che i due mondi diversi e apparentemente inconciliabili dai quali essi provengono posso avvicinarsi e capirsi.

La donna è una inglese purosangue, vedova di un combattente delle Falkland e contadina attaccata alla sua terra nella remota isola del Canale. La figlia è invece fuggita da quella vita che odiava, tranquilla ma senza emozioni e senza un futuro. Ora la madre, arrivata a Londra sulle sue tracce, si trova in una capitale multietnica che non riconosce come la “sua” patria e dove le sue certezze sono capovolte.

Scopre infatti che il padrone della casa in cui vive la figlia è una immigrato magrebino, che la figlia si era avvicinata a una comunità di musulmani (si chiede preoccupata: “Si sarà mica convertita”), che frequentava un corso di arabo (“ma perché imparare l’arabo” si chiede la donna, “e chi parla arabo, qui?”; e l’insegnante risponde sorridendo: “tutti noi”). Infine scopre che la ragazza viveva con un giovane ghanese, e questa è la circostanza che le fa incontrare il padre del ragazzo giunto anche lui per cercare il figlio.

Costui è un nero magro e alto, dall’incedere zoppicante e dall’aria malconcia, con lunghe treccine da rasta come un anziano Bob Marley, emigrato in Francia quando il figlio non era che un bambino. Dapprima pare persino che i due giovani siano partiti insieme per una vacanza e dunque i due genitori si sentono legati per un momento da una comune esultanza, purtroppo rivelatasi poi atrocemente errata. Involontariamente le loro storie si intrecciano, attraverso le trafile negli stessi ospedali, le stesse domande alla polizia e tutte le altre tristi incombenze. Involontariamente, dunque, e perciò con una iniziale diffidenza, più che altro un comprensibile e ben giustificato pudore soprattutto da parte di lei.

Ma le ricerche durano lunghi, interminabili giorni e arriva un punto in cui i genitori dei due ragazzi, per necessità ma pure con assoluta riservatezza e discrezione, dividono a Londra lo stesso appartamento nel quale vivevano i loro figli. Alla fine di quel terribile calvario il dolore che li ha uniti si scioglie in un abbraccio di addio ma anche di gratitudine. Entrambi, (più lei che lui, per la verità) hanno capito che culture diverse non significano solo terrorismo e segregazione. Esse possono e sanno anche avere un lato buono, costruttivo e pacifico, se fondato sulla comprensione, sull’uguaglianza e soprattutto sull’amore.

Il padre è impersonato da Sotigui Kouyate, ieratico come un santone indiano, insignito dell’Orso d’Argento come miglior protagonista. La madre è Brenda Blethyn, che in carriera vanta ben due nomination all’Oscar. Paffuta e rosea, non certo una diva, ma espressiva in modo vivissimo e di una bravura commovente. Ogni suo sguardo, parola e gesto sono perfetti, proprio come avrebbe fatto una madre vera, come avrebbe fatto ognuna delle nostre madri. E’ comprensibile che questo film sia stato il più votato dai critici.

London River continued »

Felcity.Change your city, change your life

maggio 3rd, 2010

An international competition that involves graphic designers, architects and schools to represent the City on a human scale.

The competition will culminate with an exhibition of selected works in October in Venice.

…..

The primary objective of this project is to promote a debate around the basic theme of life in the community and how improvements can be made.

The International competition of graphic design is an opportunity for graphic artists from all over the world to express, manifest, symbolize and imagine solutions for a better city capable of improving the lifestyle of its inhabitants.

Sensitive themes:

• Integration of different cultures and religions
• Citizen needs: Youth, Disabled, Children, the Aged, Outcasts…
• Technological innovations
• The Community as protagonist
• Interaction between urban areas and nature
• Safety

On web site you can find further information regarding the project.

www.felicityproject.it

Habemus Papam

aprile 30th, 2010

Nanni parla per la prima volta del suo film:

«Non è segretissimo né legato all’attualità»

EGLE SANTOLINI (La Stampa)

MILANO
Il film è al montaggio, sarà pronto a febbraio-marzo 2011, è una commedia dolorosa ma non è legata né all’attualità di quando l’ho scritto insieme a Federica Pontremoli e Francesco Piccolo, né a quella di quando l’ho girato nei mesi scorsi, né a quella di ora mentre lo sto montando». Nanni Moretti dixit, e vedete di accontentarvi. Ormai è una tradizione: a luglio s’inaugura al cinema Sacher la rassegna di film italiani «Bimbi belli» e subito si approfitta dell’occasione per tentare di suggere al padrone di casa qualche particolare in più sui suoi lavori in corso.

Quest’anno, a Sky Tg 24 che l’ha intervistato dopo la proiezione di Basilicata coast to coast, il regista ha confermato implicitamente che Habemus papam potrebbe essere pronto per Cannes; e ha tenuto a far sapere che il set, lungi dall’essere blindato «come piace dire a voi giornalisti con un’espressione un po’ sfruttata», è stato visitato «da molte persone, amici e anche sconosciuti». Riprese, ha aggiunto «più lisce del solito».

Habemus papam racconta la storia di un Pontefice appena eletto, Michel Piccoli, che non si sente pronto per il compito e ha qualcosa di molto simile a una crisi di panico. Chiede dunque soccorso a uno psicoanalista, e il dottore è impersonato proprio da Nanni. Interessante per i morettologi che si aggrappano a ogni sillaba soprattutto quel riferimento alla «non attualità» del tema.

Fra la prima idea del film e il montaggio, la Chiesa ha attraversato infatti una delle crisi più spinose della propria storia recente. Sul’argomento pedofilia, Moretti aveva rilasciato un’altra scheletrica dichiarazione a France 2: «Si è preferito il silenzio al bisogno di verità e di giustizia». Sempre in quell’occasione, aveva confermato di aver fatto leggere la sceneggiatura al ministro della Cultura vaticano monsignor Gianfranco Ravasi, incontrato varie volte, «anche se questo non vuol dire che sia pronto alla conversione, purtroppo». Nonostante il tema cardinalizio, non mancherà una sequenza agonistica, topos dei film morettiani: già si dicono meraviglie di una partita di pallavolo giocata nelle pause del Conclave.

Nel cast di Habemus papam anche Jerzy Stuhr, Margherita Buy, Renato Scarpa e Franco Graziosi. Le riprese, dopo il rifiuto del Vaticano di concedere la Cappella Sistina, si sono svolte fra Cinecittà, dov’è stata ricostruita la sede del Conclave, e Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata francese a Roma. Riconosce l’ambasciatore, Jean-Marc de La Sablière: «Non lo concediamo tanto volentieri, ma a Moretti non si può dire di no».

Primo ciak per Habemus Papam il nuovo film di Nanni Moretti che vede protagonista Michel Piccoli, nella parte di un pontefice molto insicuro. La pellicola è prodotta da Sacher FilmFandango in collaborazione con Rai Cinema.

www.sacherfilm.eu

Habemus Papam è la formula latina con la quale viene annunciato l’elezione di un nuovo pontefice ma è anche il titolo del nuovo film di Nanni Moretti.

La storia è facilmente intuibile, ruota attorno ad un papa che, fresco d’elezione mostra tutta la sua insicurezza e paura di affrontare un ruolo così importante. La parte del protagonista va all’attore e sceneggiatore Michel Piccoli ma nel cast troveremo anche lo stesso regista, nell’insolito ruolo di uno psicanalista, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Margherita BuyFranco Graziosi.

Le riprese del film sono iniziate lunedì primo febbraio per cui non siamo ancora in grado di darvi una data d’uscita ufficiale. L’unica cosa certa è che non sarà un film troppo pessimista poichè Moretti ha confessato di essersi allontanato dalle tematiche attuali.

La sceneggiatura del lavoro è stata proposta al monsignor Gianfranco Ravasi il quale ha dichiarato di essere stato molto in contatto con l’autore negli ultimi mesi.

Habemus Papam continued »

casa dolce casa

aprile 29th, 2010

inaugurazione 8 maggio 2010 ore 18.00

8 maggio – 29 maggio 2010

co.me - digital design piazza san leonardo 16 – 31100 treviso tel. 0422 541865 – info@comeonline.it – www.comeonline.it

orari di apertura su appuntamento nei seguenti giorni e orari:

dal mercoledì al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00;

il sabato dalle 16.00 alle 19.30.

Rossana Baroni

Via Breno 2, 20139 Milano - 347 9903554

e-mail: roxibaro@gmail.com - www.facebook.com/rossanabaroni

  • Rossana Baroni è nata a Milano nel 1963, dove vive e lavora.
  • Sviluppa il suo discorso fotografico nel 1989.
  • Dal 1990 al 1993 è socia di Esposimetra – Associazione Donne nella Fotografia; il 4 marzo 1995 partecipa alla fondazione di ODIEFFE – Officina Donne Fotografia con cui collabora sino al 2001.
  • Ha esposto in Italia e all’estero. Ha partecipato al Premio Nazionale Donne Fotografe di Prato ed esposto con la Fondazione Italiana per la Fotografia. Sue opere sono presenti in collezioni private.

Graziella Reggio

Via Ragusa 10, 20125 Milano - 02 66 83 205

e-mail: graziella.reggio@yahoo.it - www.graziellareggio.it

  • Graziella Reggio è nata nel 1956 a Milano, dove attualmente vive e lavora.
  • Ha studiato all’Art Students League di New York e nel 1999 ha ricevuto il Pollock-Krasner Foundation Grant.
  • Ha esposto in gallerie e spazi storici, tra i quali: Galleria Civica di Arte Moderna, Spoleto; O’Artoteca, Milano; Studio Arte Fuori Centro,  Roma; Palazzo Balleani, Jesi; Galleria il Campo delle Fragole, Bologna; Galleria Totem-Il Canale, Venezia; Galerija Scuk, Lubiana; Museo Nazionale di Villa Pisani, Stra; Galleria San Fedele, Milano; Palazzo Comunale, Spello; Cork Gallery, New York.