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	<title>Stefano Meneghetti</title>
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	<description>Le graphiste compulsif</description>
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		<title>Lia Caracciolo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immagini e Foto]]></category>
		<category><![CDATA["Lia Caracciolo" Lia Caracciolo]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.liacaracciolo.it &#160; Biografia Nata in Piemonte, (Asti, 1945) attualmente vive e lavora a Castelfranco Veneto. Ha iniziato a disegnare e dipingere fin da giovanissima, esprimendosi con varie tecniche: grafica, acquarello, tempera, olio in un figurativo moderno e a volte impressionista. Dedicandosi all arte e all’insegnamento si è sempre impegnata a documentarsi sulle correnti artistiche dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #993300;"><a title="Lia Caracciolo" href="http://www.liacaracciolo.it/" target="_blank"><span style="color: #993300;">http://www.liacaracciolo.it</span></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Biografia</strong></span><br />
<span style="color: #993300;">Nata in Piemonte, (Asti, 1945) attualmente vive e lavora a Castelfranco Veneto.</span><br />
<span style="color: #993300;">Ha iniziato a disegnare e dipingere fin da giovanissima, esprimendosi con varie tecniche: grafica, acquarello, tempera, olio in un figurativo moderno e a volte impressionista. Dedicandosi all arte e all’insegnamento si è sempre impegnata a documentarsi sulle correnti artistiche dei suoi tempi partecipando alla vita culturale del Piemonte e del Veneto, ha studiato Storia dell’Arte e ha sempre cercato di affinare la propria tecnica e raggiungere risultati sempre migliori, e trarre dal proprio lavoro e dal proprio vissuto ogni ispirazione, e soprattutto cercando di rendere i soggetti affrontati in un linguaggio personale ma aperto alla comunicazione.</span><br />
<span style="color: #993300;">Pressochè autodidatta, si è avvalsa, in Piemonte, dei consigli e della conoscenza del maestro Giovanni Olindo e in Veneto ha seguito i corsi di acquarello e nudo presso il maestro Sergio Favotto.</span><br />
<span style="color: #993300;">Ha sperimentato il trompe l’oeil, ha illustrato libri.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia, Usa, Austria, Francia e Tunisi. E’ presente nei cataloghi d’arte Comed e Mondadori n. 45. Hanno parlato di lei Vittorio Caracuta, Ferdinando Offelli, Antonino De Bono, Paolo Rizzi,A.M.Ronchin, Gabriella Niero, Teodosio Martucci, P. Pizzolon e Paolo Levi.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Pubblicazioni: Annuario d’arte moderna contemporanea (ACCA) 1995, ARTE OGGI 2001, censimento artisti triveneti 94, Arte Pordenone 2005, Comed n. 32, Arte Padova 2004, L’Arte italiana presente 2007, Arte Mondadori n. 401 Genn. 2007, Effetto Arte n.3, 2011, “Luci e Ombre” 2012.</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Nella sua storia artistica si succedono vari cicli di soggetti eterogenei che si direbbero in antitesi fra di loro, ma inerenti ai suoi diversi,ma ugualmente presenti, temi che ama svolgere e sviluppare. Così troviamo la serie dei borghi e del “piccolo quotidiano”, ambientata negli anni ’50, e affollata di operai, artigiani, musici ambulanti, mercati, protagonisti di un mondo di stampo agricolo, precedente il boom economico, e quindi ignaro o quasi della tecnologia e della motorizzazione odierne. E’ la serie intitolata: “Piccole storie del giorno e della sera.”</span></p>
<p><span style="color: #993300;">Dal ’95 continua, a lato, la serie degli Eroi, ricca di simbologie astrologiche ed esoteriche, in cui traspaiono le grandi domande che l’uomo da sempre si pone e i grandi problemi da affrontare, nonché quello fondamentale che lo affligge oggi più che mai e che riguarda l’inquinamento e quindi la sopravvivenza del suo pianeta. Altro soggetto ricorrente è lo Still life, trattato con passione già dai suoi primi lavori nel genere tipico della natura morta, che l’artista preferiva indicare come “i frutti vivi della Terra”; col tempo e al presente, l’interesse si è via via spostato anche verso gli oggetti, e la suggestione che possono provocare con il semplice accostamento fra di loro e nel richiamo al filo del pensiero, capace di collegare la materia alla psiche, instaurare un dialogo in grado di sbrigliare la fantasia alla ricerca di altre sensazioni ben oltre l’oggetto rappresentato.</span></p>
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		<title>bloglovin</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 13:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bloglovin.com/blog/3565278/stefano-meneghetti?claim=6dh939ewdxp">Follow my blog with Bloglovin</a></p>
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		<title>SPAZIO DONNA</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 16:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29 febbraio 2012 chiude Sportello “Spazio Donna”, il servizio che da ormai 10 anni viene proposto dai comuni di Fossalta di Portogruaro, Teglio Veneto e Gruaro, grazie ai fondi stanziati dalla Regione Veneto nell’ambito delle iniziative per le Pari Opportunità di genere. Protagonista, anche quest’anno, principalmente è stata la popolazione femminile. Lo Sportello “Spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 29 febbraio 2012 chiude Sportello “Spazio Donna”, il servizio che da ormai 10 anni viene proposto dai comuni di Fossalta di Portogruaro, Teglio Veneto e Gruaro, grazie ai fondi stanziati dalla Regione Veneto nell’ambito delle iniziative per le Pari Opportunità di genere.</strong></p>
<p>Protagonista, anche quest’anno, principalmente è stata la popolazione femminile.</p>
<p>Lo Sportello “Spazio Donna” (nato nel 2002 e riconosciuto come sportello QUIDonna della Regione Veneto) ha svolto attività di informazione, supporto e assistenza sulle tematiche legate principalmente al mondo del lavoro, conciliazione, consulenza legale, interventi di tipo formativo, di orientamento.</p>
<p>L’esperienza di quest’anno ha portato a consolidare i rapporti con le diverse Istituzioni territoriali ed ha ampliato la rete dei contatti con le/i cittadine/i.</p>
<p>In particolar modo ha riscosso successo un percorso informativo-interattivo che ha accompagnato un gruppo di circa 25 persone alla scoperta di “Le Armi della Persuasione Mediatica”, che si è svolto in tre tempi: il 3, il 10 e il 17 febbraio 2012.</p>
<p>La tematica, molto attuale per la forte risonanza in termini di influenza negativa esercitata su tutta la popolazione, ha destato l’interesse di molti. L’uso e l’abuso dei media e delle nuove tecnologie hanno rivelato i loro effetti nel corso delle conferenze, sia positivi che negativi. Da Internet, al Gioco d’Azzardo, dalla Pubblicità ai Videogiochi, tra una descrizione di casi studio e strategie da adottare, il gruppo è stato condotto verso la consapevolezza e la valorizzazione delle opportunità, cosiccome verso l’apprendimento di strategie di difesa e per la tutela dei minori.</p>
<p>L’appassionata risposta data dal territorio e dalle Istituzioni lascia supporre che verrà data continuità e tale argomento verrà affrontato tentando di supportare la popolazione verso una responsabilizzazione e verso il potenziamento delle proprie abilità critiche e costruttive. Fondamentale rimane l’individuo per il contrasto ad ogni dipendenza e per la tutela e l’integrità delle famiglie e dei minori.</p>
<p>Gli incontri sono stati organizzati da Ali Società Cooperativa, che gestisce gli sportelli nei tre Comuni sopraccitati, e sono stati supportati della professionalità della D.ssa Psicologa Sibilla Drigo nel Comune di Gruaro, delle D.sse Psicologhe Sonia Toneguzzo e Daniela Bozzato in qualità di esperte in “nuove dipendenze” (Sert di Portogruaro), e il <span style="color: #ff6600;">grafico pubblicitario</span><strong><span style="color: #ff6600;"> Stefano Meneghetti </span></strong><span style="color: #ff6600;">dello Studio</span><strong><span style="color: #ff6600;"> co.me</span> (<a title="co.me" href="http://www.comeonline.it" target="_blank">www.comeonline.it</a>).</strong></p>
<p>Punto di ascolto e consulenza per le Pari opportunità nel territorio si è rivolto e continuerà a rivolgersi a Donne italiane e straniere occupate/disoccupate/inoccupate, lavoratrici, casalinghe, donne in inserimento e reinserimento lavorativo residenti e/o domiciliate nel territorio dei comuni aderenti (non è tuttavia preclusa la partecipazione a donne provenienti da altri territori comunali) ma anche a Uomini residenti e/o domiciliati nel territorio. Sprando nel rifinanziamento dell’iniziativa, lo Sportello “Spazio Donna” anche quest’anno chiude i battenti soddisfatto del contributo dato alle comunità di Fossalta di Portogruaro, Teglio Veneto, Gruaro e dintorni.</p>
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		<title>3a Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l&#8217;equità sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[www.decrescita.it www.venezia2012.it &#160; &#160; Inizia il 20 febbraio a Treviso Winter Workshop, la manifestazione con cui il corso di laurea in Disegno industriale dell&#8217;Università IUAV mette in contatto designer, docenti e studenti attraverso un programma di seminari, conferenze e presentazioni. Animano l&#8217;iniziativa di quest&#8217;anno Giampaolo Allocco, Enrico Azzimonti, Artemio Croatto, Stefano Meneghetti, Lorenzo Palmeri, Matteo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><strong><a title="Terza Conferenza internazionale su decrescita, sostenibilità ecologica ed equità sociale" href="http://www.decrescita.it" target="_blank"><span style="color: #888888;">www.decrescita.it</span></a></strong></span></p>
<p><span style="color: #888888;"><strong><a href="http://www.venezia2012.it/" target="_blank"><span style="color: #888888;">www.venezia2012.it</span></a></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.stefanomeneghetti.it/2012/02/3a-conferenza-internazionale-sulla-decrescita-per-la-sostenibilita-ecologica-e-lequita-sociale/iuav/" rel="attachment wp-att-324"><img class="alignnone size-medium wp-image-324" title="IUAV Winter Workhop 2012" src="http://www.stefanomeneghetti.it/wp-content/uploads/2012/02/IUAV-285x300.gif" alt="" width="285" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Inizia il 20 febbraio a Treviso Winter Workshop, la manifestazione con cui il corso di laurea in Disegno industriale dell&#8217;Università IUAV mette in contatto designer, docenti e studenti attraverso un programma di seminari, conferenze e presentazioni.<strong><span style="color: #16a5e8;"><br />
Animano l&#8217;iniziativa di quest&#8217;anno <strong>Giampaolo Allocco, Enrico Azzimonti, Artemio Croatto, Stefano Meneghetti, Lorenzo Palmeri, Matteo Ragni, Paolo Ulian, Marco Zito</strong>, che intervengono nell&#8217;arco di una settimana a un laboratorio con 160 studenti.</span></strong></h4>
<p><strong>&#8230;</strong></p>
<p>Si terrà a Venezia, dal 19 al 23 settembre del 2012, la IIIa conferenza internazionale sulla decrescita economica per la sostenibilità ecologica e l’equità sociale. Dopo Parigi [2008] e Barcellona [2010], a scadenza biennale, i “partigiani della decrescita”, come li definisce Serge Latouche, si ritroveranno nelle aule dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.<br />
Nello sforzo di integrare insieme, secondo lo spirito del progetto, le dimensioni della ricerca scientifica, dell’impegno civico e politico, dell’espressione artistica e della sperimentazione di buone pratiche, il progetto italiano è stato elaborato dall’Associazione per la decrescita ed è co-promosso dall’IUAV, dal Comune di Venezia e da molte altre realtà.</p>
<p>Nello specifico il gruppo organizzatore in collaborazione con l&#8217;università IUAV ha patrocinato il Workshop per la progettazione dell&#8217;identità visiva della terza conferenza sulla decrescita.</p>
<p>Gli studenti che hanno preso parte al Workshop hanno tradotto i concetti fondamentali della decrescita interpretando e attualizzando il tema cercando di elaborare un&#8217;identità visiva dalle qualità sintetiche.</p>
<p>La decrescita rappresenta oggi non solo un invito ad abbandonare l’ossessione per la crescita e l’immaginario dello sviluppo illimitato, ma anche lo sforzo più complessivo per misurarsi con la grande fase di discontinuità che la nostra civiltà ha di fronte a sé. Questioni quali la crisi climatica ed ecologica, il saccheggio delle risorse, il picco del petrolio e la crisi energetica, le lotte per la giustizia sociale ed ambientale, a fronte di una dipendenza crescente dalle tecnologie e di una crisi del legame sociale ci ricordano la vastità della sfida che ci attende. Si tratta niente meno che di intraprendere un percorso di riconversione e trasformazione delle basi materiali e culturali delle società cosiddette “sviluppate”.</p>
<p>Proporre la decrescita al di fuori di ogni riduzionismo economico, ma anche ecologico o politico, è possibile dunque se si organizza il confronto e la discussione facendo attenzione alle connessioni, alle interazioni, alle trasversalità, con uno sguardo fortemente transdisciplinare capace di tenere insieme scienze naturali e sociali. Intendiamo inoltre porre un’attenzione particolare verso le diverse dimensioni di presenza, partecipazione e condivisione: dalle modalità del viaggio, alla condivisione del cibo, dallo stare insieme alle diverse forme di scambio.</p>
<p>…</p>
<p>Questa opportunità ha permesso di investigare quanto ancora sia vitale il progetto sociale della grafica, quanto cioè la coscienza e l&#8217;impegno del graphic design siano attualmente in condizione di incidere nel contesto. Tema, complice forse i tempi bui che viviamo, a cui la comunità dei professionisti della comunicazione mostra una sempre maggior attenzione.</p>
<p>È sicuramente corretto asserire che il design grafico è una disciplina collaborativa, nel senso che prima di iniziare a elaborare proposte concettuali stilistiche c&#8217;è bisogno di un confronto diretto sia con una cultura di base sia con i temi e i valori espressi ed inespressi dal committente e dal contesto. Il risultato ci porta ad una grafica particolarmente pregna di significati, perché accanto al più evidente uso funzionale, si accompagna al livello di coinvolgimento emotivo e cerca di porre nuovamente al posto centrale della comunicazione la coscienza individuale e le sue scelte.</p>
<p>La situazione di affermazione della cultura dell&#8217;immagine porrebbe oggi le discipline di progetto della cultura visiva come interlocutori privilegiati del rapporto con il territorio e della città. Non è affatto casuale che sempre più trovino ascolto per gli interventi sulla città, oltre ad urbanisti, architetti, sociologi urbani, figure professionali in grado di amministrare l&#8217;immagine delle città.</p>
<p>Il nesso tra grafica, città e tessuto sociale diventa molto più ricco consentendo di leggere il luogo urbano come una grande partitura di segni; molti dei quali amministrati e generati appunto dalla grafica.</p>
<p>Possiamo asserire che alla fine del percorso di analisi e studio proposto dal workshop il risultato finale ha prodotto un linguaggio visivo che unisce armonia, colore, contenuto. Ma che è anche un linguaggio costituito da riferimenti culturali e deduzioni percettive che sollecitano sia gli occhi che l’intelletto.</p>
<p>Soluzioni grafiche che cercano di rappresentare un&#8217;identità di progetto che prende vita in un territorio &#8211; Venezia &#8211; fatto da micromondi e microculture che possono mettersi in relazione tra loro e che ha radici nelle realtà locali, nella città che lo ospita, nella gente che ha voglia di dire, di fare.</p>
<p>3a Conferenza internazionale sulla decrescita per la sostenibilità ecologica e l’equità sociale<br />
Venezia, 19-23 settembre 2012<br />
LA GRANDE TRANSIZIONE<br />
La decrescita come passaggio di civiltà<br />
<span style="color: #888888;"><strong><a title="www.venezia2012.it" href="http://www.venezia2012.it"><span style="color: #888888;">www.venezia2012.it</span></a></strong></span><br />
<span style="color: #888888;"><strong><a title="www.venezia.degrowth.org" href="http://www.venezia.degrowth.org"><span style="color: #888888;">www.venezia.degrowth.org</span></a></strong></span></p>
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		<title>Les filles</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[Les filles, c&#8217;est à cause de mon manque d&#8217;inspiration lié à une légère dépression que je n&#8217;ai pas répondu immédiatement à vos géniales divagations mais quelle émotion de constater que notre affection, qui nous a fait partager émotions, passions et répulsions, affronter sessions révolutions et occupations, est encore au cœur de notre attention et que [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Les filles,</p>
<p>c&#8217;est à cause de mon manque d&#8217;inspiration<br />
lié à une légère dépression<br />
que je n&#8217;ai pas répondu immédiatement à vos géniales divagations<br />
mais quelle émotion<br />
de constater que notre affection,<br />
qui nous a fait partager émotions,<br />
passions<br />
et répulsions,<br />
affronter sessions<br />
révolutions<br />
et occupations,<br />
est encore au cœur de notre attention<br />
et que la force de notre union<br />
n&#8217;est pas une pure invention!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Société des Gens de Lettres</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 15:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.sgdl.org/ Grands Prix d’Automne 2011 de la Société des Gens de Lettres &#160; Jeudi 1er décembre à 19h30 Hôtel de Massa &#160; Grand Prix SGDL Magdeleine Cluzel pour l’ensemble de l’oeuvre Régine Detambel à l’occasion de la parution de Son corps extrême (Actes Sud) &#8230; Grand Prix Thyde Monnier de la SGDL Gilles Rozier D’un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.sgdl.org/</p>
<h1></h1>
<h2 style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.sgdl.org/" target="_blank"><span style="color: #800080;"><strong>Grands Prix</strong></span><br />
<span style="color: #800080;"><strong>d’Automne</strong></span><br />
<span style="color: #800080;"><strong>2011</strong></span><br />
<span style="color: #800080;"><strong>de la Société des</strong></span><br />
<span style="color: #800080;"><strong>Gens de Lettres</strong></span></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Jeudi 1er décembre à 19h30<br />
Hôtel de Massa</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #800080;">Grand Prix SGDL Magdeleine Cluzel</span><br />
<span style="color: #800080;">pour l’ensemble de l’oeuvre</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Régine Detambel</strong></span><br />
à l’occasion de la parution de<br />
Son corps extrême (Actes Sud)</p>
<p>&#8230;</p>
<h2><span style="color: #800080;">Grand Prix Thyde Monnier de la SGDL</span></h2>
<p><strong><span style="color: #800080;">Gilles Rozier</span></strong><br />
D’un pays sans amour (Grasset)</p>
<p>&#8230;</p>
<h2><span style="color: #800080;">Prix Thyde Monnier</span></h2>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Elisa Brune</strong></span><br />
La mort dans l’âme, tango avec Cioran (Odile Jacob)<br />
<span style="color: #800080;"><strong>Philippe Caubet</strong></span><br />
Dans un autre temps (Pierre-Guillaume de Roux)<br />
<span style="color: #800080;"><strong>Virginie Deloffre</strong></span><br />
Léna (Albin Michel)<br />
<span style="color: #800080;"><strong>Kaoutar Harchi</strong></span><br />
L’ampleur du saccage (Actes Sud)<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong>Dominique Paravel</strong></span><br />
Nouvelles vénitiennes (Serge Safran éditeur)<br />
<span style="color: #800080;"><strong>Alice Seelow</strong></span><br />
Le marchand de biens (Pascal Galodé éditeur)<br />
<strong><span style="color: #800080;">Sylvie Tanette</span></strong><br />
Amalia Albanesi (Mercure de France)<br />
<span style="color: #800080;"><strong>Ingrid Thobois</strong></span><br />
Sollicciano (Zulma)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TANDEM</title>
		<link>http://www.stefanomeneghetti.it/2011/07/tandem/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 16:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini e Foto]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; TANDEM è una pedalata illustrata, tra l&#8217;Europa e l&#8217;Oriente, in velocifero o in monociclo, alla scoperta di forme, modelli e caratteri della bicicletta dal 1800 agli anni &#8217;60. Venite a fare un giro, a piedi o su due ruote, venerdì dalle 18. ZEL Edizioni presenterà i libri y &#8220;Piaceri di strada&#8221; di Carlo Favot [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-297" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/07/tandem/schermata-2011-07-06-a-18-10-52/"><img class="alignnone size-medium wp-image-297" title="Schermata 2011-07-06 a 18.10.52" src="http://www.stefanomeneghetti.it/wp-content/uploads/2011/07/Schermata-2011-07-06-a-18.10.52-300x216.png" alt="" width="300" height="216" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TANDEM è una pedalata illustrata, tra l&#8217;Europa e l&#8217;Oriente, in velocifero o in monociclo, alla scoperta di forme, modelli e caratteri della bicicletta dal 1800 agli anni &#8217;60.<br />
Venite a fare un giro, a piedi o su due ruote, venerdì dalle 18. ZEL Edizioni presenterà i libri y &#8220;Piaceri di strada&#8221; di Carlo Favot e &#8220;Vicenza Ciclo Tour&#8221; di Carlo Favot e Francesco Soletti.<br />
L&#8217;esposizione sarà aperta anche sabato mattina.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a rel="attachment wp-att-297" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/07/tandem/schermata-2011-07-06-a-18-10-52/"></a><a rel="attachment wp-att-297" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/07/tandem/schermata-2011-07-06-a-18-10-52/"></a></strong></p>
<p><strong>BIO</strong><br />
<strong>Daria Tommasi</strong> è nata nel 1984 a Trieste.<br />
Ha imparato ad andare in triciclo a 3<br />
anni, e in bici a 5.<br />
Nel 2009 lascia le due ruote per prendere<br />
il vaporetto e andare a Venezia,<br />
dove frequenta la Scuola Internazionale<br />
di Grafica.</p>
<p><strong>Gabriella Giampietro </strong>è nata a Brindisi 23<br />
anni fa. La sua prima bicicletta è stata<br />
una Graziella color bronzo, compagna di<br />
ferite ed avventure, con cui macina i<br />
chilometri, fino ad arrivare a Treviso,<br />
dove frequenta il corso di Design Industriale<br />
presso lo IUAV.</p>
<p><strong>&#8230;&#8230;.</strong></p>
<p><strong>tandem</strong><br />
<strong>mostra della bici illustrata</strong><br />
<strong>Di Daria Tommasi e Gabriella Giampiero</strong><br />
<strong>Treviso. Piazza san leonardo 16</strong><br />
<strong>Venerdì 15 / sabato 16 luglio</strong><br />
<strong>ore 18:00</strong><br />
<strong>presso lo studio<span style="color: #99cc00;"> co.me</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00;"><a rel="attachment wp-att-309" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/07/tandem/co-me/"><img class="alignnone size-medium wp-image-309" title="CO.ME" src="http://www.stefanomeneghetti.it/wp-content/uploads/2011/07/CO.ME_-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
</span></strong></p>
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		<title>Planète Venise avec Dominique Paravel</title>
		<link>http://www.stefanomeneghetti.it/2011/06/planete-venise-avec-dominique-paravel/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 16:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.acif-alliancefr-ve.com/ Venise, un monde en soi; Venise, une planète à part entière, avec son lot d&#8217;enchantement et de mystère: tel est le fil rouge du recueil &#8220;Nouvelles vénitiennes&#8221;, premier ouvrage d&#8217;imagination de la traductrice Dominique Paravel. Il se compose de sept nouvelles, rangées de manière chronologique de manière à évoquer, à chaque fois, une période [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.acif-alliancefr-ve.com/</p>
<p><a rel="attachment wp-att-292" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/06/planete-venise-avec-dominique-paravel/dominique-paravel/"><img class="alignnone size-full wp-image-292" title="Dominique Paravel" src="http://www.stefanomeneghetti.it/wp-content/uploads/2011/06/Dominique-Paravel.png" alt="" width="280" height="421" /></a></p>
<p>Venise, un monde en soi; Venise, une planète à part entière, avec son lot d&#8217;enchantement et de mystère: tel est le fil rouge du recueil &#8220;Nouvelles vénitiennes&#8221;, premier ouvrage d&#8217;imagination de la traductrice Dominique Paravel. Il se compose de sept nouvelles, rangées de manière chronologique de manière à évoquer, à chaque fois, une période précise de l&#8217;histoire de la Sérénissime, du Moyen Age jusqu&#8217;au vingt et unième siècle.</p>
<p>&#8220;Un coup de dés&#8221;, première nouvelle du recueil, est emblématique à plus d&#8217;un titre. Elle relate la mise en place des deux colonnes qui ornent, aujourd&#8217;hui encore, la Place Saint-Marc. Tout ce qui constituera le recueil y figure à l&#8217;état natif. La question du hasard y est abordée au travers de l&#8217;élément très concret du jeu; plus loin dans le recueil, elle reviendra de manière plus stylisée, plus abstraite. Les femmes y sont présentes, aussi, avec le personnage de Soradamor, qui consent à donner son corps à Nicolò mais refusera obstinément de lui parler &#8211; donc de partager son âme avec lui, à l&#8217;image d&#8217;une ville qui refuse de partager le coeur de son mystère avec les étrangers. Enfin, il y a le jeu des règles et lois immuables qui régissent Venise, et font d&#8217;elle une planète à part, le lieu d&#8217;une mentalité particulière, à jamais insaisissable, aspirant à l&#8217;éternité.</p>
<p>Femmes? L&#8217;auteur creuse le sillon de manière heureuse, en insistant sur l&#8217;aspect le plus concret de la question. Le lecteur sera ainsi placé face à de nombreux personnages féminins, souvent des prostituées &#8211; qui, à l&#8217;instar de la ville, donnent leur corps mais conservent leur âme. Cela donne des pages d&#8217;une extrême sensualité, confinant à l&#8217;érotisme, où l&#8217;auteur porte une attention exacerbée aux personnes et à leurs corps: sécrétions corporelles des miséreux et des puissants, scènes de dissection, jouissances brèves ou intenses, émois, excitation de l&#8217;interdit, demandes étonnantes comme celle de cette orpheline qui, dans &#8220;Le goût du chocolat&#8221;, demande à un ambassadeur français de lui caresser les seins avant de se concéder à lui dans un établissement public. Cela passe par des images fortes, classiques ou novatrices&#8230;</p>
<p>Venise ne saurait être évoquée sans que soit abordée son histoire. Aussi chaque nouvelle relate-t-elle, sans qu&#8217;on sache si c&#8217;est vrai ou non (mais au fond, qu&#8217;importe?), un épisode de l&#8217;histoire de la Sérénissime et de ses habitants. Le lecteur a envie de connaître la destinée du joueur Nicolò, à la fois détestable et fascinant casinotier avant l&#8217;heure. Ces éléments historiques offrent à l&#8217;auteur l&#8217;occasion de placer quelques objets qui créent un fil rouge tout au long du récit &#8211; on pense à la statue équestre de la place Saint-Marc ou à l&#8217;énigmatique portrait peint par Maître Lorenzo Lotto. Les plus illustres Vénitiens traversent ces nouvelles: l&#8217;Arétin, Antonio Vivaldi, quelques doges ou représentants de familles illustres.</p>
<p>&#8220;Mondo Novo&#8221;, dernière nouvelle du recueil, paraît rompre le charme. L&#8217;auteur y adopte du reste une démarche un peu différente en insistant sur le fait que Venise, ville belle de partout s&#8217;il en est, semble avoir tout donné aux milliers de personnes qui l&#8217;ont découverte &#8211; à telle enseigne que Favier, le photographe dont il est ici question, peine à trouver un point de vue original sur cette ville. Le ton est également différent des autres nouvelles: &#8220;Mondo Novo&#8221; commence par un long épisode didactique, et ses personnages s&#8217;y expriment dans un français approximatif, semblant traduit littéralement de l&#8217;italien, alors que par convention, tout le monde a un style irréprochable dans tous les autres textes. Mais Venise est-elle moins mystérieuse pour autant? Favier n&#8217;en saisit pas l&#8217;essence, et la relation charnelle n&#8217;est pas l&#8217;objectif premier de sa rencontre avec Viola, celle femme qu&#8217;il a photographiée de manière impulsive et qu&#8217;il cherche à revoir. Ainsi le mystère persiste-t-il, au-delà des apparences du désenchantement. Amour? La porte reste ouverte.</p>
<p>Recueil de nouvelles, &#8220;Nouvelles vénitiennes&#8221; peut également être lu comme un tout, pratiquement comme un &#8220;roman en éclats&#8221; relatant, de manière chronologique, la destinée du seul personnage essentiel du récit: Venise elle-même. Le tout est porté par un style classique est limpide; le lecteur se trouvera donc immédiatement à l&#8217;aise avec le monde vénitien de Dominique Paravel, fine connaisseuse de la ville, qui signe ici une approche personnelle, riche en résonances, du mystère de Venise &#8211; un mystère que chacun se doit désormais d&#8217;approcher, à sa manière.</p>
<p>Dominique Paravel, Nouvelles vénitiennes, Paris, Serge Safran, 2011.</p>
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		<title>33 ways to stay creative ?</title>
		<link>http://www.stefanomeneghetti.it/2011/06/33-ways-to-stay-creative/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 09:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Grafica]]></category>

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		<description><![CDATA[33 ways to stay creative Make lists Carry a notebook everywhere Try free writing Get away from the computer Be otherwordly Quite beating yourself up Take breaks Sing in the shower Drink coffee/tea Know your roots Listen to new music Be open Surround yourself with creative people Get feedbacks Collaborate Don&#8217;t give up Practice, practice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>33 ways to stay creative</h3>
<ol>
<li>Make lists</li>
<li>Carry a notebook everywhere</li>
<li>Try free writing</li>
<li>Get away from the computer</li>
<li>Be otherwordly</li>
<li>Quite beating yourself up</li>
<li>Take breaks</li>
<li>Sing in the shower</li>
<li>Drink coffee/tea</li>
<li>Know your roots</li>
<li>Listen to new music</li>
<li>Be open</li>
<li>Surround yourself with creative people</li>
<li>Get feedbacks</li>
<li>Collaborate</li>
<li>Don&#8217;t give up</li>
<li>Practice, practice, PRACTICE</li>
<li>Allow yourself to make mistakes</li>
<li>Go somewhere new</li>
<li>Watch foreign films</li>
<li>Count your blessings</li>
<li>Get lots of rest</li>
<li>Take risks</li>
<li>Break the rules</li>
<li>Do more of what makes you happy</li>
<li>Don&#8217;t force it</li>
<li>Read a page of the dictionary</li>
<li>Create a framework</li>
<li>Stop trying to be someone else&#8217;s perfect</li>
<li>Got an idea? Write it down</li>
<li>Clean your workspace</li>
<li>Have fun</li>
<li>Finish something</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		<title>L’altro cuore dell’Islam</title>
		<link>http://www.stefanomeneghetti.it/2011/05/l%e2%80%99altro-cuore-dell%e2%80%99islam/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Mandel Khan]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e film interessanti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri Film Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Sufismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’altro cuore dell’Islam Articolo pubblicato sul numero 3 di Esodo Introduzione al sufismo Il sufismo (arabo: تصوّف &#8211; taṣawwuf) cuore della spiritualità e della vita religiosa musulmana. Ha scritto Sayed Husein Nasr: &#8220;Come il respiro che anima il corpo, il sufismo ha infuso il suo spirito in tutta la struttura dell&#8217;Îslâm”, sia nelle manifestazioni sociali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #339966;"><strong>L’altro cuore dell’Islam</strong></span></h1>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Articolo pubblicato sul numero 3 di Esodo</strong></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-277" href="http://www.stefanomeneghetti.it/2011/05/l%e2%80%99altro-cuore-dell%e2%80%99islam/sufism/"><img class="alignnone size-full wp-image-277" title="Sufism" src="http://www.stefanomeneghetti.it/wp-content/uploads/2011/05/Sufism.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Introduzione al sufismo</strong></span><br />
Il sufismo (arabo: تصوّف &#8211; taṣawwuf) cuore della spiritualità e della vita religiosa musulmana.<br />
Ha scritto Sayed Husein Nasr: &#8220;Come il respiro che anima il corpo, il sufismo ha infuso il suo spirito in tutta la struttura dell&#8217;Îslâm”, sia nelle manifestazioni sociali, sia in quelle intellettuali e ha custodito attraverso i tempi le discipline spirituali rendendone possibile la trasmissione da una generazione all&#8217;altra.<br />
Secondo Si Hamza Boubakeur (che fu rettore dell&#8217;Università islamica di Parigi, rettore della Moschea di Parigi, e discendente del primo &#8220;califfo ben diretto&#8221; Âbû Bakr): &#8220;il Sufismo in se stesso non è né una Scuola teologico-giuridica, né uno scisma, né una setta. É innanzi tutto un metodo islamico di perfezionamento interiore, d&#8217;equilibrio, una fonte di fervore profondamente vissuto e gradualmente ascendente. Lungi dall&#8217;essere una innovazione o una via divergente parallela alle pratiche canoniche, è anzitutto una marcia risoluta d&#8217;una categoria di anime privilegiate, prese, assetate di Dio, mosse dalla scossa della Sua grazia per vivere solo per Lui e grazie a Lui nel quadro della Sua legge meditata, interiorizzata, sperimentata&#8221;.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>All’inizio del cammino</strong></span><br />
Avevo sete di spiritualità, di equilibrio, di pace. Cercavo la Verità.<br />
Cercavo ma trovavo solo segni che mi erano perlopiù incomprensibili.<br />
Avevo bisogno di un maestro e di una scuola che mi insegnassero a leggere e a capire che la possibilità di interpretare i segni l’avrei trovata solo in me stesso.<br />
All’inizio ero convinto che avrei dovuto intraprendere la via dell’ascetismo, un distacco dal mondo, una “fuga” da una profonda “inadeguatezza”.<br />
Incontrando il Sufismo ho incominciato a capire che c’era la possibilità di un percorso, più consono al mio modo di percepire la Verità.<br />
Abbracciare l’Islam, per me che sono cresciuto in un ambiente cattolico, è stata sicuramente una scelta “indisciplinata”. Come spiegava il mio maestro Gabriele Mandel che Dio si compiaccia di lui, anche se le religioni del mondo sono fra loro diverse, esse si dispongono l&#8217;una dopo l&#8217; altra come lungo il perimetro di un cerchio, il cui centro è &#8220;il Concetto di Dio&#8221;. E così come i raggi di una ruota, più si avvicinano al centro e più sono vicini tra loro.<br />
Tutte le religioni son come i frammenti di un grande specchio, in ognuno dei quali ci si può specchiare, mentre il grande specchio d&#8217;origine simbolizza Dio. E non vi è altra divinità che Dio, Uno, Unico.<br />
Tratto dal libro: LA SAPIENZA DEI PROFETI di Muhyiddin Ibn &#8216;Arabi<br />
“Ciò è del tutto analogo a quanto succede in uno specchio del corpo: contemplandovi delle forme, tu non vedi lo specchio, pur sapendo che vedi quelle forme (o la tua propria) soltanto grazie a quello specchio. Questo fenomeno, Dio l&#8217;ha manifestato come simbolo particolarmente appropriato alla Sua rivelazione dell&#8217;Essenza, affinché colui al quale Egli si rivela sappia che non Lo vede; non esiste simbolo più diretto e più conforme alla contemplazione e alla rivelazione di cui si tratta (&#8230;). Orbene, la sola, la vera, l&#8217;unica vita di ogni essere umano è questa, è solo questa, e poiché Dio infinito ha creato l&#8217;universo mondo, ecco che gli infiniti si specchiano nella Creazione che è specchio di Dio.”</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Corano (10ª25)</strong></span><br />
“Allah chiama alla dimora della pace e guida chi Egli vuole sulla Retta via. “<br />
Proseguendo con il cammino compresi che il sufi è un essere umano come tutti gli altri, si deprime come tutti gli altri, si ammala come tutti gli altri, muore come tutti gli altri, ma è consapevole di avere un&#8217;anima che non si deprime, non si ammala, non muore.<br />
Da quì la necessità di trovare, tra le prime cose, un rapporto equilibrato tra percorso spirituale pratico e una stabilità interiore in armonica relazione con il mondo che ci circonda.<br />
«Nel mondo, ma non del mondo, nulla possedendo e da nulla essendo posseduti.»<br />
Gabriele Mandel ci ribadiva che l&#8217;uomo è corpo fisico, anima divina e ( ponte di collegamento tra i due ) psiche. Solo se queste tre parti opereranno in completa unione, l&#8217;essere umano sarà realizzato e sereno, come da sempre è stato affermato dai grandi maestri sufi.<br />
Cercare la spiritualità durante la propria vita quotidiana è un modo di vivere che può arricchire, sviluppare le naturali possibilità interiori della natura umana e soprattutto farci intravvedere la Verità riflessa nel mondo.</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Equilibrio tra sfera materiale e spirituale.</strong></span><br />
Equilibrio tra la crescita, la cura di sé nella propria totalità e le indispensabili relazioni intersoggettive; rispetto per tutte le religioni e tutte le ideologie, rispetto per l&#8217;essere umano e per la natura tutta, amore per la Pace, amore per lo studio, corretta educazione del sé; valori proclamati e del pari vissuti. Un equilibrio di volta in volta rivisto. Un raggiungimento che non è mai definitivo.<br />
Un rispetto per tutti i tipi di credenza è espresso anche da Mawlānā Jalāl-ad-Dīn Muhammad Rūmī che all&#8217;ingresso della sua dergah fece esporre questa sua quartina che si può vedere ancora oggi: «Vieni, vieni; chiunque tu sia, vieni. Sei un pagano, un idolatra, un ateo? Vieni! La nostra casa non è un luogo di disperazione, e anche se hai tradito cento volte una promessa&#8230; vieni».<br />
Il sufi realizzato è quindi libero da ogni tipo di interdipendenza, e il suo rapporto con il mondo che lo circonda è un corretto rapporto adulto e non simbiotico.<br />
Il fine ultimo è raggiungere, attraverso l’illuminazione, una realizzazione consapevole che manifesti a ciascuno la scintilla divina che è in noi.<br />
Un aforisma sufi recita: «Chi conosce se stesso conosce Dio, chi conosce Dio conosce se stesso.»<br />
E questo è possibile solo se si affina lo spirito perché la Verità si trova solo nella Verità. Infatti Dio ha detto: Né i cieli né la terra Mi contengono, ma Mi contiene il cuore del Mio fedele. (questa è l’essenza del Corano, secondo Ibn âl-Arabî)<br />
Corano (50ª16), “Dio è vicino a ciascuno di noi più della sua stessa vena giugulare.”</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Jihad</strong></span><br />
Lo sforzo (il jihad, termine erroneamente tradotto in occidente con &#8220;guerra santa&#8221;) è sforzo dell&#8217;uomo per convertire se stesso da pietra grezza a pietra levigata.<br />
La lotta spirituale che il sufi conduce è specialmente contro se stesso e contro il proprio egoismo e le qualità e le azioni basse del proprio animo.<br />
Il bene e il male sono convenzioni che spesso dipendono dalle parole. Spesso è l’ignoranza che non ci fa distinguere la zizzania dal grano.<br />
Il nostro Profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) disse:<br />
«Seguite la via di una scienza, doveste per questo andare a cercarla sino in Cina», e: «A colui che segue la via di una scienza Dio apre più grandi le porte del paradiso», e ancora: «Il sangue di colui che studia è superiore al sangue dei martiri.» E ciò in perfetto accordo con il Corano.<br />
<span style="color: #339966;"><strong>Ricerca, in noi stessi e tra gli uomini, come continua fonte di scoperta</strong></span><br />
Gabriele Mandel rimarcava spesso un concetto: “Una bottiglia da un litro. Contiene un litro di liquido, qualsiasi esso sia questo liquido. Se la bottiglia è piena di acqua, ci si potrà mettere tanto vino quanto di quell’acqua è disposta a buttar via. Questo è il mondo umano. E i sentimenti sono sempre gli stessi, le sofferenze, i desideri, le aspirazioni sempre gli stessi. Non esiste progresso globale: esiste evoluzione spirituale, ma oggi è eccessivamente contrastata dal materialismo; quindi più materia e meno spiritualità, più acqua e meno vino, ma sempre nella quantità eterna di un litro”.<br />
<span style="color: #339966;"><strong>La spiritualità per il Sufismo</strong></span><br />
Gli esseri umani hanno bisogno di spiritualità, perché la spiritualità è la massima luce che può illuminare l’anima.<br />
La spiritualità è un valore intimo, non da propagandare, non qualcosa da sfoggiare al mondo intero.<br />
Oggi gli esseri umani cercano disperatamente la pace interiore, si avverte per istinto l’importanza dell’ascesa mistica ed etica, ma ben pochi accettano di sottoporsi alla disciplina di una tradizione autentica, la sola che possa produrre effetti positivi<br />
Possiamo essere religiosi senza avere l’aspirazione spirituale. La spiritualità è un livello più nobile all’aderenza esteriore a dogmi e precetti formali.<br />
Nel Sufismo si cerca di raggiungere un livello  di spiritualità nel quale ci si rende conto della unità del tutto e che in verità tutto è manifestazione di Dio.<br />
Sono fortemente convinto, pur non essendo per nulla un buon esempio in tal senso, che ogni forma autentica di spiritualità deve tendere all’uomo perfetto (âlInsân âlkâmil).</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Nella quotidianità</strong></span><br />
Il nostro cuore, ogni giorno, vivendo la vita di tutti i giorni, si riempie anche di sporcizia. Vi si possono accumulare egoismo, odio, malvagità, debolezze e miserie.<br />
Vuotiamolo ogni sera con la preghiera a Dio, con il dhikr, con la meditazione. Saremo allora più intimamente legati a Dio e al contempo uniti alla vita stessa.<br />
<span style="color: #339966;"><strong>La meditazione</strong></span><br />
Corano (40a9) &#8220;si rammentano solo i dotati di intelligenza&#8221; La meditazione è superiore alla riflessione, perché riflettere è cercare, e meditare è trovare.<br />
<span style="color: #339966;"><strong>Lo Dhikr</strong></span><br />
Il &#8220;dhikr&#8221; ha due valenze, le quali hanno a loro volta due tipi di contemplazione ciascuna. Vi è il dhikr collettivo, con musica, canto, ed eventuale danza sotto la guida del Maestro e, di necessità, con la guida del direttore musicale (&#8220;dhikirbashé&#8221;); e il &#8220;dhikr del cuore&#8221;, individuale, solitario. Le &#8220;contemplazioni&#8221; che ne emergono sono il risultato o di una Fede impeccabile e vigorosa o di un amore per Dio intenso e profondo.<br />
L’esercizio spirituale continuo diventa in questo modo strumento per imparare “l’arte della vita”. Strumento che ci può aiutare a trovare l’indispensabile equilibrio che ci permetta di percorrere la via rettamente. Equilibrio che si rispecchia e si riconosce nelle relazioni intersoggettive e come tale viene vissuto come salutare anche per gli altri e per il mondo intero.<br />
Il Sufismo è la scienza di acquietare ciò che va acquietato, e di risvegliare ciò che va risvegliato. É anche la scienza che fa capire l’impossibilità d’acquietare o di risvegliare ciò che non lo può essere, o di credere d’averne bisogno quando non ce n’è bisogno.<br />
Occorre avvicinarsi al Sufismo imparando a imparare; acquisendo conoscenza attuando la giusta pratica per conseguirla<br />
Occorre diventar consapevoli della non-importanza allo stesso modo con cui si è consapevoli dell’importanza; e senza cercare solamente i sentimenti importanti.<br />
La nostra realtà proviene solo da noi stessi, ed è causata dai nostri costrutti mentali. Siamo come una torta millefoglie. Dalla nostra infanzia e forse da molto prima, abbiamo iniziato a sovrapporre strati su strati. È ora di capire.<br />
Abbiamo un solo momento in cui vivere. Abbiamo un solo luogo in cui vivere. Qui e ora. Non lo capiremo mai abbastanza.<br />
Spesso diamo troppa importanza a fatti transitori, e non diamo importanza al fatto che anche la nostra vita, come quella di tutti, è transitoria. Quanto tempo dedichiamo ad azioni per quel &#8220;dopo&#8221; che ci è del tutto ignoto?</p>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Alcune tappe lungo il cammino (Âbû âlHasan Fârisî)</strong></span></p>
<ul>
<li> La prima è avere chiaro il concetto dell’Unicità divina</li>
<li> Trovare sempre una compagnia buona</li>
<li> Liberarsi dall’egotismo</li>
<li> Viaggiare molto per rompere i lacci e rafforzare gli animi</li>
<li> Non mentire a se stesso e agli altri</li>
<li> Diventare ciò che si può diventare, senza cercar di perseguire quello che è illusione</li>
<li> Diventare consapevoli di quello che ci è possibile fare</li>
<li> Realizzare l’Unità nascosta nonostante le esigenze poste dalla diversità, e non per mezzo di queste esigenze</li>
<li> Tener conto dei mezzi che nella diversità si presentano, senza pensare che i suoi aspetti esteriori possano essere in se stessi importanti</li>
<li> Sapere che non si guarisce con le parole bensì con il metodo corretto di sceglierle e di dirle al momento opportuno</li>
</ul>
<p><span style="color: #339966;"><strong>Relazione con il bene degli altri come specchio del nostro stesso bene</strong></span><br />
Il Profeta Muhammad (la pace e la benedizione di Allah siano su di lui) disse:<br />
“La carità è un obbligo per ogni musulmano, e colui che non ne avesse i mezzi faccia una buona azione o eviti di commetterne una sbagliata. Questa è la sua carità.”<br />
Non è l&#8217;analisi e la conoscenza di Dio che ci portano ad arrivare alla meta. É l&#8217;amicizia di Dio. Per colui che impara la lezione dell&#8217;amicizia in questo mondo, questa lezione lo porta alla fine verso l&#8217;amicizia di Dio. Ma quando una persona pretende in cambio dal suo amico tutto ciò che egli fa per lui, allora questa non è amicizia.<br />
La miglior cosa che uno deve fare è introdurre lo spirito dell&#8217;amicizia. É qualcosa che non può nascere solamente con il ragionamento. La strada è di portare un individuo a comprendere completamente che l&#8217;essenza delle morali e della religione e dell&#8217;educazione è una, e che quell&#8217;unica essenza è la maniera dell&#8217;amicizia.<br />
Quella è la ragione perché la miglior educazione è l’amicizia: come portare piacere e felicità all&#8217;altro; e uno può incominciare ad imparare ciò comprendendo completamente cosa è l&#8217;amicizia e praticandola allo stesso tempo.<br />
L’amore dipendente è incompleto. L&#8217;amore che tenta di possedere la persona amata è come privo delle braccia, non può stringere nulla. L&#8217;amore che non considera il piacere o il dolore della persona amata, è cieco. L&#8217;amore esigente e che si impone troppo, è morto.</p>
<p>Dio vuole che sia, come si legge nel Corano, religioso e spiritualmente attivo.<br />
Corano (2°177) “La religiosità non consiste nel volgere il vostro volto verso oriente o verso occidente. La religiosità consiste [...] nel dare dei propri beni ai parenti, agli orfani, agli indigenti, ai viaggiatori, ai mendicanti, e per la liberazione degli schiavi; nell&#8217;osservare la preghiera, nel versare la zakàt. Sono caritatevoli quelli che rimangono fedeli agli impegni assunti, sono perseveranti nelle avversità, nel dolore e nel momento del pericolo. Ecco le genti sincere.”<br />
Quale deve essere allora l&#8217; attitudine del musulmano nei confronti delle altre comunità?<br />
Corano (2º62) Sì, i Musulmani, gli Ebrei, i Cristiani e i Sabei, chiunque ha creduto in Dio e nel Giorno ultimo e compiuto opera buona, per costoro la loro ricompensa presso il Signore. Su di essi nessun timore, e non verranno afflitti.</p>
<p>“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e voglio cambiare me stesso”: questa frase del Dalai Lama sintetizza perfettamente l’idea che ho per un futuro migliore.</p>
<p>Stefano Yavuz Selim Meneghetti</p>
<p><span style="color: #339966;">Ringraziamenti</span><br />
<span style="color: #339966;"> Un ringraziamento di cuore va al mio maestro senza il quale non sarei stato in grado di scrivere questo articolo.</span><br />
<span style="color: #339966;"> Possa Allah perdonare tutti gli errori e le mancanze contenute in questo testo.</span><br />
<span style="color: #339966;"> As-salaam alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #339966;">&#8230;..</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #339966;">ESODO</span></p>
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<p>http://associazionesodo.webnode.it/</p>
<h4>Siamo un&#8217;associazione che promuove una rivista e attivita&#8217; sui temi etici, religiosi, politici a partire da una prospettiva laica, interreligiosa e non dogmatica.</h4>
<h4>Nasciamo nel 1979 sul confine della Chiesa cattolica veneziana come luogo di incontro tra persone di provenienze diverse che si confrontano e si interrogano in una ricerca comune.</h4>
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