Frammenti di poesie
ovvero come guarire da una negazione autoimposta
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Tu
Il tuo respiro mi appare chiaramente rosso
carico di rivoluzioni nell’incendio delle foglie autunnali.
Piastrelline di baci portano ilarità verso libertà
Parla ti prego… ti prego… non avere timore di memoria, parole e cose.
Quante volte sono scivolato nel tepore del Tuo sguardo.
Nostalgico
della purezza e dell’amore
ardo
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Gabriele
Il giovane Gabriele in equilibrio srotola visionario vibrazioni e colori nel vento
La sua vocazione alla profondità si rifrange in me.
Anima confusa riposa al riparo della sua storia
Un ignoto stupore rapisce per attimi che attimi non sono
Domani si cambia vita
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Nudo
Nell’angolo a sinistra
scandito da ritmi architettonici.
Mi guardo allo specchio
nudo
il viso
il torace
il ventre
le gambe
i piedi
i battiti del cuore
Elettrodinamica la mia spina d’orsale si fa magnete
Ecco che piove
mangio una mela
scorrere il tempo
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Esilio
In esilio volsi lo sguardo a Sud Est.
Contaminato dal tappeto che si fa da sé
disgrego nel canto le mura austere e penitenti del sè
Mi avvolgi
Mi annulli
Mi comprendi,
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Insetto
Volo in circolar moto da fiore a rupe
In anticipo rispetto al vento
senza tensioni sento
Non devo aspettare
né spostarmi in diagonale
I palmi ti cercano, fendono aria, luce e suono
Come bolla di sabbia in un moderno strutturale
rimango sospeso tra terra, cielo e mare.
il fiore nacque all’imbrunire
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Un lampo magnifico
Un lampo fiero illuminò la notte e un punto nel mio sguardo si concretizzò
chiudo gli occhi ed osservo innamorato.
VITA, VITA, VITA!
La vita arde in geometrie di ombre e luce
Respirando il sole
evaporo cambiando proprietà
sta per accadere…
negli abissi dell’essere
mi cristallizzo.
Fu un lampo magnifico

