SuperHelvetica
MAURIZIO CHESNEAU _ vita, opere & miracoli
Maurizio Chesneau, amico e uomo di cultura, ci ha recentemente lasciato.
Il termine “prematuramente” non gli sarebbe piaciuto, ma a noi piace sottolineare che “prematuramente” non è sufficiente a rendere l’idea di ciò che sentiamo.
Artista, grafico, cervello visionario e guascone del pixel, eternamente insoddisfatto alla ricerca costante dell’emozione creativa che si prova usando, con sana ossessione, pennelli, matite, acrilici, legno, tastiere e mouse.
Negli anni ’80 comincia a esprimersi con originalità e rigore nella dimensione professionale a Milano, iniziando collaborazioni con importanti agenzie di comunicazione, con cui ha proseguito anche nel 2° millennio. Inizia anche un’intensa sperimentazione delle nuove tecniche computerizzate di elaborazione dell’immagine che poi continuerà ad utilizzare con sapienza e intensità.
I suoi lavori, sia che si tratti di commesse che di ricerca personale, sono saturi di una calda perfezione, un modo di essere espressivi e unici che guarda al significato delle cose e vuole arrivare a costruire un sistema narrativo dove tutto è lì dove deve essere. Perché se devi esprimerti il caso non prevale mai, piuttosto è uno strumento che ti offre delle opportunità inedite da sfruttare.
E nelle opere di collage digitale questa capacità emerge sorprendente, sia nei contenuti che nella tecnica, mix capaci di regalarci inediti insetti, nuove forme di vita, robot di un futuro alternativo e altre composizioni surrealiste dove si alternano oppure si fondono precisione, drammaticità e ironia.
Milanese di cultura e di pragmaticità, ma anche piacentino d’adozione in questi ultimi anni, aveva apprezzato il ritmo più dolce di una città di provincia in cui coltivare rapporti umani intensi e sviluppare una delle sue qualità più apprezzabili: far incontrare amichevolmente persone e neuroni.
Proprio la sua casa-laboratorio-studio era diventata per molti un salotto in cui conoscersi, incontrarsi, confrontarsi senza rete e fare un positivo brain-building che arricchiva tutti senza retoriche e senza formalismi.
Il Mac sempre acceso e gli hard disk sibilanti da cui poteva uscire di tutto e in cui tutto era conservato, come nel caveau di una banca digitale della creatività dove Maurizio faceva dei versamenti quotidiani, senza preoccuparsi che fosse giorno o notte.
Proprio l’opera in progress “SuperHelvetica”, che Maurizio desiderava esporre all’interno di M.U.S.A. e che noi siamo onorati di ospitare, rappresenta il cuore di questa esposizione che illustra una sintesi del suo approccio progettuale.
È proprio il font Helvetica il punto di partenza che diventa la piattaforma da cui decolla una poetica a più livelli che può far esclamare un semplice e sincero “wow”, oppure spingere ad una riflessione più profonda che scava tra i livelli vettoriali dell’immagine.
In fondo questa mostra non è solo un modo per celebrarlo, ma anche per fornire a giovani creativi, artisti e progettisti della comunicazione uno spazio “didattico” da cui trarre riferimenti e ispirazioni per crescere.
Anche per questo vogliamo ringraziarlo.
Piacenza, 24 aprile 2010



[...] Maurizio Chesneau (R.I.P., ahimé!), egregio art director di lungo corso, vengo evocato a costruire insieme la risposta a una [...]
24 gennaio 2011 @ 14:45