Autore: Francesca Panci

tratto da artkey magazine

Sito ufficiale di Patrick Mimran: http://www.mimran.com

“Art is too serious matter…I prefer tango”

Mimran, già noto al pubblico veneziano per la sua mostra alla Fondazione Querini Stampalia del 2004 e per i Billboards lungo il Canal Grande, Mimran torna con una personale fotografica.

Celebre per la sua avversione alla critica e al mercato dell’arte, Mimran invita a visitare la mostra con un volantino,che durante i giorni del vernissage spopolava nei padiglioni della Biannale:

“You should be more relaxed about art after you read this. And might even be happier after you see Patrick Mimran…”

(Potresti essere più rilassato riguardo all’arte dopo aver letto questo. E forse anche più felice dopo aver visto la mostra di Patrick Mimran).

L’invito risulta chiaro dopo la visione degli scatti dell’artista: l’intento è quello di proporre una mostra di chiara natura estetica e non se ne fa un mistero. Bandita l’arte concettuale, Mimran ci propone una serie di scatti in grande formato: immagini di ingressi di parcheggi di New York, la città per antonomasia. Le foto, per le quali è stata usata sempre la medesima inquadratura, sono nitide, chiare e tutte scattate in notturna. I parcheggi sono totalmente deserti e niente si sa sulla loro ubicazione, “Somewhere in New York” come recita la didascalia sotto le foto. Un progetto che a prima vista appare un originale non sense, che incuriosisce per l’idea di ingresso ignoto che riesce a suscitare. Ma è proprio qui che dobbiamo fermarci. Mimran vuole regalare un’immagine esteticamente appagante, non ha altro fine. Le scritte al neon, gli imperativi tipici dei parcheggi pubblici”Keep the Right”, “Slow”, “Stop”, non devono turbare il nostro stato di rilassamento, di cui sopra, e l’ingresso in un mondo ignoto non dovrebbe evocare, come paventato dalla critica di Paul Ardenne, l’accesso simbolico ad un corpo femminile.

“Explanation kills arts”

,un’altra absolute statement presa da un Billboards dell’artista francese che attualmente vive tra Zurigo e New York. Mimran che in genere si cimenta sulla pittura a cera e sui video, si rivela in questa mostra più artista che fotografo: ad un’attenta osservazione delle foto la stampa risulta leggermente imprecisa cosicché i contorni delle scritte risultino più marcati rispetto all’interno delle lettere.

Parafrasando la critica di Paul Ardenne, Mimran è come un pittore che “utilizza la macchina fotografica, come un pennello” rendendo la fotografia una “pittura riattualizzata”. La città e il contesto urbano sono al tempo stesso uno dei soggetti e il set preferito dell’esposizioni dell’artista. Ponti, facciate di palazzi, cavalcavia e rampe, come in Car Parkings, sono il cornice perfetto per riflettere sull’arte e sul mercato che oggi ne determina il successo. Mimran con le sue frasi sembra ricordarci in quale meccanismo perverso questo mondo stia girando,“The art market is the artist’s twisted muse”, e con una mostra come quella di Venezia esorta ad una fruizione sensibile, cioè attraverso i sensi, dell’arte per goderne a pieno dei colori, dell’apparenza e della forma. Un invito rivolto anche da Robert Storr, che per la Biennale 2007 ci chiede di pensare con i sensi e di sentire con la mente. Con il Billboard Project cominciato nel 2001 sui cavalcavia di Chelsea – New York Mimran si impone come un grande comunicatore che ci sprona a “piangere per la bellezza delle cose, non per il loro senso” e a vivere l’arte per se stessa e in quanto tale.