Shigenobu Kobayashi style method

La metodologia

La metodologia di Shigenobu Kobayashi è rivolta alle aziende che intendono sviluppare progetti relativi alla propria identità aziendale.
Il cliente e i fruitori del servizio vengono invitati a partecipare a una serie di “discovery process” che esplorano l’identita’ del cliente e del prodotto da sviluppare.
L’approccio è basato sull’uso di pareri esperti capaci di individuare i parametri specifici rispetto al risultato del Test che è stato concepito per presentare i suoi risultati in forma estremamente visiva.
La metodologia ci porta ad un approccio che tiene sempre in considerazione l’identità e la strategia di comunicazione dell’azienda, dei loro prodotti, dei mercati e dei bisogni espressi ed inespressi.
Cerchiamo, ascoltiamo, interagiamo, analiziamo, implementiamo costantemente la nostra strategia creativa.
L’importanza del colore nella comunicazione visiva
È grazie al controllo dei contrasti, di chiarezza, di saturazione e di tinta che riusciamo a distinguere le cose, a orientarci e anche a valutare le distanze, le dimensioni, la consistenza e il calore percettivo di un oggetto.
Da ciò si comprende l’importanza del colore come strumento indispensabile e di efficace comunicazione per l’identità di un azienda.

Il Metodo Kobayashi

Tale articolata e complessa metodologia, permetterà al cliente di determinare il “mood” che la caratterizza non in base ad una mera preferenza basata sull’ esperienza estetica e sul gusto arbitrario del singolo.
Le “ragioni” di una scelta cromatica fanno di questo atto una professione che abbatte l’opinabilità della proposta e sarà invece frutto di ciò che è definibile un “progetto colore”.

Teoria del colore

Il ruolo del colore, inteso come strumento simbolico, culturale, espressivo, si deve ridefinire come componente percettiva di orientamento.
L’atto del comunicare vede coinvolti molti canali sensoriali pronti a recepire stimoli complessi.
Il sistema di progettazione grafica in rete coglie la dimensione del colore nella sua sfaccettatura segnica, come strumento di avviso e riconoscimento, valorizzandone la complessità percettiva e quindi espressiva.
L’importanza del colore dovrebbe assumere qui immediatamente una valenza segnica e di orientamento, come strumento evocativo, simbolico e culturale. All’interno della struttura percettiva, la comunicazione, non più limitata solamente a quella visiva, può recuperare ciò che le teorie fisica, fisiologica, psicologica hanno dibattuto per disciplinare la teoria dell’universo colore.
Laddove la misura è comunque l’uomo, teorie e discipline del colore dovrebbero contribuire alla realizzazione di ambienti sia reali sia virtuali dove l’immaginario, la cultura e le capacità sensoriali umane sono completate e compensate dal riferimento cromatico, che rimane indice e indicatore del modus percettivo e precettivo della comunicazione.
“Nel mondo fenomenico tutto è relativo ed i colori esistono soltanto come relatività (…)”. Questa frase di G. C. Argan tratta dalla sua introduzione al libro “Teoria dei colori” di J. W. Goethe è significativa di come anche in un evento visivo insieme al colore concorre un complesso di elementi (gli stimoli) che i sensi umani leggono ed organizzano in percezioni, in cui il massimo valore è dato all’insieme percepito, cioè nel caso della percezione visiva di forma, direzione, posizione, textura, valore, trasparenza, tinta (N. Silvestrini; “Le variabili visive”).

Shigenobu Kobayashi

Dopo aver ottenuto la Laurea all’Università di Hiroshima in Scienze Tecnologiche, approfondisce lo studio del colore applicando le teorie della psicologia. Ottiene il master dall’Università di Waseda.
Nel 1966, egli fonda Nippon Color & Design Research Institute (NCD) e diventa il leader indiscusso nel campo della psicologia del colore.
Kobayashi è anche una figura di spicco de International Color Association (AIC) e della scuola di specializzazione Musashi Institute of Technology.

Johann Wolfgang Goethe

Poeta e scrittore tedesco, nato a Francoforte sul Meno nel 1749 e morto a Weimar nel 1832.
Colpito dal fascino e dal mistero del colore, nel 1810 pubblicò a Stuttgart un volume dal titolo Zur Farbenlehre nel quale esponeva la sua teoria sui colori. In esso l’autore cercava di stabilire le condizioni sotto le quali si generava la sensazione del colore.
In accordo con la teoria di Aristotele ritiene che per produrre il colore la luce deve essere mescolata con l’oscurità.
Questa ipotesi gli era stata suggerita da alcune esperienze relative al passaggio della luce in mezzi torbidi in cui la luce emergente, di intensità inferiore a quella incidente, assumeva talvolta una colorazione rossa o anche blu.Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;
tener conto delle informazioni che ci vengono date è cultura.
Johann Wolfgang Goethe

Leonardo Fibonacci

Fu il primo algebrista cristiano, il più grande matematico del medioevo, il maggior genio scientifico del XIII secolo in Italia. Fu ricordato soprattutto per via della sua sequenza divenuta ormai celeberrima. L’uso della sequenza di Fibonacci risale all’anno 1202. Essa si compone di una serie di numeri (0,1,1,2,3,5,8,13,21…).
Tra i numeri di questa successione esiste un rapporto che si avvicina molto rapidamente a 0,61
Con sezione aurea si indica un rapporto fra due grandezze disuguali, di cui la maggiore è medio proporzionale rispetto la minore e la loro somma (a+b : a = a : b), oppure il numero corrispondente, approssimativamente pari a 1.618 (0.618).
In natura diversi tipi di conchiglie (ad esempio quella del Nautilus) hanno una forma a spirale fatta secondo i numeri di Fibonacci.Per ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche del test contattare:
Stefano Meneghetti

SHIGENOBU KOBAYASHI
Books

COLORIST BOOK

Kobayashi is known as one of Japan’s leading authorities on colour theory and psychology and has published numerous books on the subject. They’re all fantastic, if only for the particularly dry categories assigned to colours. Want to find a colour scheme that’s both ‘classic’ and ‘dandy’? Shigenobu can help.
Shingenobu Kobayashi