La Quarta Via
George Ivanovic Gurdjieff, nato in una data imprecisata fra il 1860/70 nell’attuale Armenia, è uno dei più influenti maestri nella storia dell’esoterismo contemporaneo.

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Secondo Gurdjieff, l’uomo attuale è immerso nel sonno.
Un sonno coscienziale che, al pari di quello fisiologico, limita le anime ad una vita immersa totalmente nella meccanicità. L’uomo dorme!
Tutto il suo insegnamento verge verso questo punto. La necessità di svegliarsi.
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Un risveglio che passa attraverso vari stadi di coscienza.
Il primo stato di coscienza, quello del sonno fisico, è uno stato passivo in cui gli uomini passano un terzo o sovente anche metà della loro vita vita.
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Il secondo, nel quale passano la restante metà della vita, è quello stato in cui camminano per le strade, scrivono libri, discutono di poesia e di arte, fanno politica e si ammazzano a vicenda. E’ uno stato che considerano attivo e chiamano “coscienza lucida” o “stato di veglia” della coscienza. Espressioni che G. trova quanto meno scherzose, se ci si rende conto di cosa dovrebbe realmente significare una “coscienza lucida” e di quale sia in realtà lo stato in cui l’uomo vive e agisce ordinariamente.
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Il terzo stato di coscienza è il ricordarsi di sé, o coscienza di sé (coscienza del proprio essere). Gli uomini credono di possedere tale capacità e di poterla ottenere a comando, quando invece secondo G. il loro altro non è che Sogno.
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Il quarto stato di coscienza è la coscienza obiettiva, in cui l’uomo si è veramente svegliato e inizia a vedere il mondo per quello che realmente è. E’ quello stato che tutte le religioni del mondo definiscono “Illuminazione”, e porta l’uomo alle sue più alte capacità di espressione.
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Gurdjieff insiste su questo punto: l’uomo è una macchina e non ha la capacità di Fare.
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Tutto in lui accade, meccanicamente, in base agli stimoli esterni. Le sue emozioni, i suoi pensieri e le sue azioni, tutto è accidentale e privo di vera coscienza. Automi che camminano ciecamente per la strada, come degli zoombie, e che si scontrano fra loro, producendo re-azioni anzichè azioni vere e proprie.
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E’ indispensabile intravedere questa condizioni di prigionia.
Se l’uomo non comprende di essere prigioniero, come potrà voler evadere?
Se l’uomo continua a sognare, e crede di essere perfettamente sveglio e cosciente, non sentirà mai la necessità di un reale cambiamento… Continuerà la sua vita credendo di essere libero e continuando ad illudersi.
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Ma per chi c’è stato un primo piccolo risveglio, per chi realmente avverte questa sensazione di prigionia, ecco fondamentale la necessità di riunirsi in gruppo con altri come lui.
Chi dorme infatti non può svegliare se stesso, la sveglia deve essere esterna. E sebbene il contatto diretto con un Maestro è necessario, il lavoro di gruppo porta comunque a dei risultati significativi, dal momento che anche se la maggioranza tende a tornare a dormire, basta uno solo che resti un po’ sveglio per svegliare gli altri. Oggi ti sveglio io, domani mi svegli tu. Un aiutarsi a vicenda per evitare che il sonno riprenda il sopravvento. E’ alquanto facile infatti, dopo aver aperto un occhio nel cuore della notte, girarsi dall’altra parte e tornare a dormire…
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Per una coscienza da sempre immersa nel sonno e nella sua illusione, non è facile svegliarsi. In questo stato l’uomo si è creato tutta una serie di ammortizzatori che lo “ovattano” e lo fanno illudersi di stare bene. Iniziare a comprendere tutte le proprie contraddizioni interne e la meccanicità in cui si vive non è facile.
Fa male. Ed è proprio questo il motivo per cui l’uomo non riesce a svegliarsi totalmente, ed è da migliaia di anni che gira in tondo, come abbastanza chiaramente dimostrato dalla storia dell’umanità con il susseguirsi fisso e costante degli sempre stessi eventi.
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Bell’articolo, complimenti. Mi ha fatto finalmente venir voglia di leggere “Incontri con uomini straordinari” che giace da anni sul mio scaffale. Ciao.
12 settembre 2008 @ 11:05
Gurdjieff era una simpatico canaglione. E come tutti i canaglioni avvinceva, seduceva, stimolava.
Beveva alcolici d’ogni tipo come mucche l’acqua dopo il pascolo, correva su auto sportive di non modesta apparizione, scatenava la sua libido nelle occasioni proprie e improprie.
E poi terapizzava persone le più disparate, suddite di lui. Una – famosa – è anche morta.
Ma aveva imparato riti e magie in quelle terre intorno al mar Caspio, che con la violenza seducevano al mistero.
Ho dell’esoterismo un pensiero più alto.
13 dicembre 2008 @ 00:01
Lungo il cammino vidi un bel fiore, mi accorsi solo in seguito del mare alle sue spalle.
13 dicembre 2008 @ 07:24