“…quando gli angeli si accorsero che gli sventurati uomini non potevano superare i burroni per svolgere la loro attività….spiegarono le loro ali e la gente cominciò a passare su di esse”.

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A Visegrad c’e’ un ponte, un ponte sulla Drina; un ponte fra la Serbia e la Bosnia; un ponte fra il mondo cristiano e quello musulmano; un ponte fra l’Oriente e l’Occidente. C’e’ un ponte (come in ogni altro dove) fra il passato e il futuro.

In Bosnia, alla confluenza di due mondi – quello cristiano e quello musulmano – sorge Visegrad, da sempre città incontro di diverse razze, religioni e culture. Ed è qui che nel Cinquecento il visir Mehmed Pascià volle far costruire un ponte diventato un simbolo – perchè costruito grazie alla fatica e ai sacrifici di molti cristiani -, ma anche una testimonianza della fusione di due diversi mondi. Il ponte è il centro del romanzo di Ivo Andric, premio Nobel per la letteratura nel 1961: un grande affresco che va dal Cinquecento alla Prima Guerra Mondiale e che ha per sfondo una Bosnia romantica, con le sue molteplici vicende storiche ma anche con i drammi quotidiani della gioia e della sofferenza degli uomini. Con questo romanzo Andric, una delle maggiori voci della letteratura in lingua serba e in generale dell’Europa contemporanea, si conferma come lo scrittore che meglio ha rappresentato i problemi e le caratteristiche di questra terra tormentata.

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Il ponte sulla Drina (titolo originale Na Drini Ćuprija o На Дрини Ћуприја) è un romanzo scritto da Ivo Andrić tra il 1942 e il 1943 e pubblicato nel 1945 pochi mesi dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Fu il romanzo d’esordio di Andrić che fino ad allora aveva scritto e pubblicato solo numerosi racconti brevi.
Il romanzo è caratterizzato da una prosa lenta ma vigorosa e da uno svolgimento che abbraccia diversi secoli, la trama si svolge infatti partendo dall’inizio del XVI secolo e giungendo fino alla prima guerra mondiale.

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Il protagonista del romanzo è il ponte sul fiume Drina situato nella cittadina di Višegrad, località che si trova nella parte orientale della Bosnia al confine con la Serbia. Il ponte fu costruito su ordine di Mehmed Paşa Sokolovič, un ragazzino rapito nel 1516 dalla zona di Višegrad e portato a Istanbul dove, dopo anni di addestramento militare, vestì dapprima la divisa dei giannizzeri (il cosiddetto devşirme, una pratica usuale durante l’impero ottomano) e divenne poi visir inviato durante il regno di Solimano il magnifico nella zona di origine.

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Tramite una serie di racconti e aneddoti ambientati sullo sfondo e spesso sopra il ponte Andrić traccia la storia di Višegrad e della Bosnia stessa, area costantemente al confine tra impero ottomano, cultura orientale e religione musulmana e cultura occidentale e cristiana.
Il romanzo è considerato da alcuni una lettura importante per la comprensione della storia della ex-Jugoslavia.